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"Sulla Croce, Gesù rivela di essere «sapienza di Dio» in quanto non disprezza l'uomo lasciandogli falsamente credere, come lo fa il Serpente delle origini, di difenderne gli interessi (Gn 3,4). Lo rispetta assumendolo come è ed attirandolo nella Vita (cf. Gv 12,32; Gn 2,9; Ap 2,7; 22,2) stendendosi lui stesso nell'obbedienza sull'albero che dava la morte (cf. Gn 3,1ss; Nm 21,4-9; Gv 3,14)". Réal Tremblay, L’«innalzamento» del Figlio, fulcro della vita morale, PUL/Mursia Roma 2001, 53. Le immagini a fianco sono del Tintoretto, Scuola di San Rocco, Venezia. |
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| Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita”. Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita. (Nm 21,8-9) | E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. (Gv. 3,14) | Nuova pubblicazione del gruppo: Figli nel Figlio. Una teologia morale fondamentale |